Certificazione Family Audit: i primi passi del progetto

Come ti abbiamo già anticipato in questo articolo, all’inizio di quest’anno abbiamo deciso di intraprendere il percorso per ottenere la certificazione Family Audit.

Sentivamo infatti la necessità di trovare delle soluzioni per migliorare il benessere aziendale e raggiungere un equilibrio tra le esigenze dei nostri collaboratori e i nostri bisogni. Questo percorso coinvolgerà per i prossimi tre anni tutta l’azienda e analizzerà, con l’aiuto di un consulente Family Audit accreditato, i bisogni e le proposte di conciliazione tra vita e lavoro.

Il dialogo con i nostri collaboratori, quindi,  sarà fondamentale per definire insieme soluzioni che soddisfino le esigenze di tutti. 

Da dove abbiamo iniziato

Nei prossimi tre anni, la dott.ssa Maura De Bon sarà la nostra consulente che ci affiancherà nelle attività di coordinamento per raggiungere gli obiettivi stabiliti dal Family Audit.

Abbiamo già svolto due incontri: durante il primo, il gruppo di lavoro della Direzione ha presentato il processo e definito le linee guida, dando così avvio al progetto. È stato poi individuato il gruppo di lavoro operativo interno: sono stati scelti 10 collaboratori, tra donne e uomini, in rappresentanza di alcune categorie.

Quali?

Per fare in modo di ascoltare tutte le possibili esigenze, abbiamo scelto di coinvolgere i collaboratori appartenenti alle principali casistiche. In particolare chi lavora:

  • di mattina
  • di sera
  • a tempo pieno
  • part-time
  • negli hotel
  • nei supermercati
  • nell’industria

Sono state individuate anche diverse fasce d’età e figure, tra cui mamme, nonne, sposati e single – ci racconta Ciro Deon, Responsabile della Qualità di Bauunternehmung e parte del gruppo di lavoro. Le persone scelte, inoltre, non si conoscono tra di loro perché lavorano in squadre, zone e ambienti differenti: è questo un modo quindi per conoscersi, crescere e ascoltare testimonianze diverse.

Questo gruppo ha il compito di realizzare un’analisi organizzativa su ciascuno dei sei ambiti di intervento:

  • organizzazione del lavoro
  • cultura aziendale
  • comunicazione
  • welfare aziendale
  • welfare territoriale
  • nuove tecnologie

Per ogni ambito, quindi, il gruppo di lavoro valuterà quello che al momento l’azienda offre e funziona, cosa invece manca e potrebbe essere utile per conciliare le responsabilità lavorative e la famiglia.

Durante il primo incontro con il gruppo di lavoro interno – racconta la dott.ssa Maura De Bonho presentato il processo, il tipo di lavoro che avremmo svolto, quali sono gli obiettivi e le responsabilità del gruppo. Abbiamo poi iniziato a lavorare sul primo ambito, dedicato all’organizzazione del lavoro  e sono già uscite le prime idee. Il gruppo è eterogeneo non solo per i profili professionali ma anche per personalità: c’è chi è più estroverso e chi è più titubante, ma tutti sono propositivi e ben disposti a partecipare e dialogare.

I prossimi incontri

Nel corso dell’anno sono poi previsti altri quattro incontri, uno ogni 3/4 settimane, dalla durata di tre ore. Sono momenti importanti di crescita e di scambio ascoltando le opinioni e le idee di persone che svolgono lo stesso lavoro, ma in ambiti diversi.

Nei prossimi incontri – continua la dott.ssa De Bon – approfondiremo tutti gli ambiti e andremo a definire il piano aziendale, valutando insieme tutte le proposte. Si tratta di indicare le tempistiche di ogni azione, chi è il referente, quali sono gli obiettivi, quali sono i costi ipotizzati e molto altro. In questo modo la Direzione può valutare tutti gli aspetti e decidere cosa accettare.

Entro novembre ci sarà poi un’ispezione da parte del valutatore della Provincia di Trento per valutare quello che è stato fatto.

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